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Visita alla mostra di Kandinskij a Rovigo

Vasilij Kandinskij, Il cavaliere (San Giorgio), 1914-15. Olio su cartoncino, cm 61 x 91, Mosca

Quest’opera è rappresentativa del legame dell’artista con la madre patria e con tutti quegli oggetti, paesaggi e tradizioni che facevano parte della quotidianità dell’artista. Il cavaliere a cavallo è un tema ricorrente e trae origine dalle storie di folklore e dalle fiabe. Spesso presente anche il paesaggio invernale bianco e innevato e la forte influenza dettata dall’iconografia dei santi tipicamente ortodossa.

San Giorgio a cavallo combatte il drago per salvare la principessa come raccontato nella Leggenda Aurea. Nel  percorso artistico di Kandinskij la figura del cavaliere assume un doppio significato, non rilegandosi solo nella figura dell’eroe romantico: essa diventa simbolo della missione dell’artista, una lotta contro le convenzioni artistiche per far valere la libertà dell’arte astratta.

Presso il rinascimentale Palazzo Roverella di Rovigo, dal 26 febbraio al 26 giugno 2022, si può visitare la mostra dedicata ad uno dei più grandi artisti del 900: Vasilij KANDINSKIJ. La selezione di ben ottanta capolavori dell’artista che ha rivoluzionato l’arte,  ha come obiettivo far conoscere il suo percorso creativo.

Il cammino creativo di Kandinskij alla ricerca della propria autenticità, ha come costanti il rapporto con la musica e  le radici russe. Le prime opere sono incisioni, litografie, oli di tema paesaggistico che ritraggono soggetti provenienti da leggende popolari: uccelli fatati, cavalieri al galoppo, cupole di chiese ortodosse, fanciulle in costumi contadini. A Murnau, in Baviera, inizia la sua rivoluzione artistica, il colore diventa più importante delle figure. Un processo di maturazione progressiva porta l’artista alla semplificazione delle forme per dare valore al colore. L’astrattismo di Kandinskij è un mondo in cui il colore si libera dalla linea e diventa autonomo nel suscitare sensazioni: il verde evoca tranquillità, il giallo dinamicità, il blu meditazione, i toni caldi attraggono lo spettatore mentre quelli freddi lo allontanano. Il quadro coi suoi colori comunica direttamente con l’osservatore proprio come fa la musica. Kandinskij crea un parallelo tra gli otto colori dell’arcobaleno, gli otto toni musicali  ed il timbro caratteristico di determinati strumenti: per esempio il violetto ha somiglianza con gli strumenti a fiato di legno, il giallo con la tromba, il verde col violino. Negli ultimi anni diventa predominante la geometrizzazione, l’artista si concentra sulle potenzialità espressive delle forme geometriche, in particolare del cerchio. La mostra di Rovigo coglie l’intero percorso artistico di Kandinskij non solo con molte sue opere datate dal 1900 al 1940 ma anche con libri, fotografie, documenti, cimeli d’arte popolare.

L’università non si è fatta sfuggire questa magnifica occasione per organizzare la prima gita post emergenza covid. Grazie all’iniziativa di Natalina De Nardi, docente di tedesco, e padre Aldo, insegnante del laboratorio di arte, abbiamo trascorso una piacevole giornata di cultura, divertimento e socializzazione. Dato il successo della proposta, l’esperienza è stata ripetuta il 9 maggio per chi non aveva potuto partecipare il 28 aprile.

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