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Chiusura anno accademico 2021-22: Pranzo sociale e conclusioni del Presidente

La Messa di Ringraziamento è stata celebrata da Padre Aldo presso la chiesa di San Francesco ai Frati
Il pranzo sociale presso il ristorante Le Macine di Vittorio Veneto.

La conclusione dell’anno accademico è stata festeggiata sabato 4 giugno. Il pranzo sociale per salutare e ringraziare insegnanti e collaboratori dell’università, ha visto la partecipazione di tantissimi allievi che hanno dimostrato la compattezza della nostra comunità e la voglia di far proseguire il percorso dell’UniPinto.

Le foto dell’evento sono pubblicate sul profilo Instagram dell’univesità unipintovittorioveneto

Il bilancio conclusivo del Presidente Roberto Domini

L’anno trascorso ha rappresentato una delle più grandi sfide mai affrontate dalla nostra Università. Dopo due anni di chiusura era necessario riflettere sulla necessità di ricominciare i nostri corsi. L’anno accademico 2020-21 si era chiuso con un passivo molto importante e le prospettive per l’anno che avrebbe dovuto iniziare a ottobre 2021 erano pessime. Il Covid 19 era ancora presente e la normativa di riferimento era stringente e complessa. In tutti i nostri allievi si confrontano due attitudini, la prima che spingeva alla ripresa di una normalità, la seconda contraddistinta da una paura elevata vicina in alcuni casi al terrore. La scelta di riaprire è stata quindi condizionata da queste due volontà opposte. Il Consiglio Direttivo era nel contempo conscio che se non avessimo riaperto ciò avrebbe rappresentato la quasi certa fine dell’Università. Alla fine di questi otto mesi si possono trarre le seguenti considerazioni:

  • si è riusciti a completare circa 800 ore di insegnamento suddivise in:
    • 350 in campo linguistico;
    • 324 nel campo artistico e musicale;
    • 126 in aula magna, comprensivo di cineforum.
  • si sono raggiunti gli obiettivi che ci si era proposto di ottenere, l’università è stata chiusa in solo due occasioni al fine di prevenire i rischi di contagio;
  • i vuoti tra gli insegnanti, dovute al mancato rispetto della normativa vigente, sono state colmate da nuovi insegnanti che si sono inseriti perfettamente nell’ambiente di lavoro;
  • i costi sono in alcuni casi come per il riscaldamento raddoppiati;
  • il numero degli allievi si è ridotto di 2/3 arrivando a essere inferiore a 140 persone;
  • la qualità delle lezioni è notevolmente migliorata in quanto l’uso di apparati elettronici e di internet hanno reso le ore in aula didatticamente più stimolanti,
  • nonostante le spese siano state molto superiori alle entrate, i contributi ricevuti, soprattutto da Banca Prealpi San Biagio hanno consentito il raggiungimento di una situazione di quasi pareggio finanziario. Il futuro non si presenta affatto roseo. La sede rimane precaria e tutti i nostri tentativi di ottenere nuove aule da parte dell’amministrazione non hanno ottenuto alcun risultato. I costi permangono elevati e la sopravvivenza dell’Istituzione può avvenire solamente qualora il numero di allievi iscritti sia superiore alle duecento unità. Qualora il Consiglio direttivo decida per la ripresa dei corsi nel prossimo mese di ottobre, sarà necessario un grande impegno e forza d’animo per tenere fede alle esigenze. Si temono molto gli effetti di una possibile crisi energetica nel prossimo inverno. Viviamo tempi difficili ma con l’impegno di tutti riusciremo a superare la difficoltà per procedere con il nostro progetto formativo.

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