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Milano – Bosch e un altro Rinascimento

Jheronimus Bosch (1453 – 1516) è un geniale pittore fiammingo noto in tutto il mondo per il suo linguaggio fatto di visioni oniriche e mondi curiosi, creature mostruose e figure fantastiche. A Milano, nelle sale espositive del Palazzo Reale, il 19 gennaio abbiamo visitato la mostra “Bosch e un altro Rinascimento”. La mostra raccoglie opere di diversa provenienza perché Bosch è autore di pochissime opere universalmente a lui attribuite che sono conservate nei musei di tutto il mondo. Proprio perché così rari e preziosi, difficilmente i capolavori di questo artista lasciano i musei cui appartengono, e ancor più raramente si ha la possibilità di vederli riuniti in un’unica esposizione. 

Originario dei Paesi Bassi, sono pochissime le notizie biografiche di cui si dispone. Notizia sicura sulla vita dell’artista è quella di aver fatto parte della “Confraternita di Nostra Diletta Signora” legata al culto della Vergine, che auspicava un profondo rinnovamento nel modo di vivere la fede e lottava contro la corruzione del clero. Infatti, i principi morali, i dogmi religiosi e la condanna dei peccati sono tra i temi maggiormente affrontati da Bosch. Le forme, gli esseri e le figure paradossali che l’artista rappresenta nascono da una fantasia libera, slegata da qualsiasi regola ma in parte ispirata sia dai contemporanei racconti popolari sia da un forte impegno religioso e morale con riferimenti a una cultura fatta anche di magia ed alchimia. Tutti gli oggetti e le figure hanno un significato simbolico. Certamente Bosch continua ad affascinare ancora oggi poiché la sua pittura non è solo misteriosa ma anche moderna, al punto da influenzare, quattrocento anni più tardi, movimenti artistici come l’Espressionismo e soprattutto il Surrealismo. 

Tra il 1500 e il 1510 Bosch produce le sue opere più significative, soprattutto i trittici dipinti, costituiti da una tavola centrale e da due pannelli laterali con raffigurazioni sia all’esterno che all’interno, che si possono aprire e chiudere come sportelli. La monocromia degli sportelli esterni è un elemento scenografico che permette al fedele di apprezzare con più sorpresa il colore dirompente della pala d’altare aperta. Le Tentazioni di Sant’Antonio sono il soggetto di questo trittico conservato a Lisbona. Nei tre pannelli sono rappresentati tre episodi differenti nei quali il mondo appare come totalmente immerso nel Male. Infatti l’opera di Bosch è invasa da demoni e esseri fantastici ed in lontananza notiamo anche un incendio (una costante nei dipinti di Bosch). Piante ed animali hanno forme e colori assolutamente improbabili, esseri inquietanti sono generati dalla orripilante composizione di parti umane, animali e vegetali. S. Antonio non è mai tentato, ignora, ha scelto di non partecipare, ma il Male si genera lo stesso, ovunque. Cristo che appare in posizione nascosta dentro la torre, rappresenta la sola luce che porta la redenzione.

Giovedì 19 gennaio 2023

“Binario 21 e Mostra del pittore J. Bosch. Loro comune destinazione: Inferno! Ma se il primo conduceva a quello reale, terrestre, il secondo ci ha invece proiettati in un immaginario favoloso inferno con punizioni esemplari dei vizi ma con la possibilità anche di redenzione.” Mariuccia Da Parè

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