Vai al contenuto

Lettera di un professore

“Devo essere franco ed ammettere che non mi sento in grado di dare un grande apporto alla riflessione.
Ho letto l’articolo in cui ci si propone, da parte di alcuni consiglieri comunali, di sollecitare il comune ad un contributo economico. È una lodevole (e tardiva) iniziativa. Buona perché “fa parlare” dell’università, ma forse arriva a giochi fatti. 

L’impegno di tutte le gestioni dell’università, di tutti i presidenti e dei loro validi e preziosi collaboratori, è stato quello di dare alla città di Vittorio Veneto un servizio di grandissima importanza e di ottimo livello. Moltissimi cittadini hanno potuto godere delle varie conferenze, lezioni ed attività: un arricchimento personale, un’opportunità di incontro, amicizia e condivisione, un modo per coltivare la propria curiosità, insomma un vero motore per lo spirito e una ricarica efficace per la mente.
Se venisse a mancare l’università non mancherebbe un semplice “passatempo”, mancherebbe un fulcro, un punto di riferimento culturale e sociale.
Tutte le attività organizzate per i cittadini sono importanti, ma questa lo è di più per due motivi fondamentali.
Il primo motivo è che l’attività si svolge in città ed è continuativa (non si tratta di una gita o una breve vacanza) e quindi muove la gente in città, attiva edifici della città.
Il secondo motivo è che è rivolta ai cittadini di una certa età che rappresentano (per fortuna!) il futuro di Vittorio Veneto. Si tratta della fascia di età che rappresenta il nucleo fondamentale della nostra città ed è a questa fascia di età che dobbiamo pensare quando immaginiamo attività interessanti e servizi utili nel nostro futuro! Il comune non può dimenticarlo!
Si capisce che un aiuto economico è sempre importante. Ma soprattutto è importante il coinvolgimento.
L’università dovrebbe essere di tutti: tutti dovrebbero essere interessati perché si tratta di noi, dei nostri genitori, dei nostri nonni.
Soprattutto è importante il sostegno: il comune dovrebbe dimostrare che ci tiene. Più che supportare, il comune sembra dimostrare che “sopporta”.
Invece deve dimostrare che ci tiene: il comune stesso dovrebbe invitare i cittadini ad iscriversi, dicendo a tutti “L’università è nostra, è di tutti, è per tutti”.
Nello specifico caso dell’università il comune dovrebbe essere il primo ad attivarsi nella promozione. È un arricchimento per tutti: per il singolo cittadino che gode di un servizio e per la comunità che gode di una cittadinanza più attiva, più interessata agli eventi.
Il comune stesso, il sindaco, gli assessori dovrebbero fare da traino invitando i cittadini alla partecipazione. Io credo che con un incremento degli iscritti sarebbe meno difficile trovare le persone o un gruppo che si prendano l’incarico, molto impegnativo, della gestione dell’università.
Oggi questo peso grava su pochi che non sarebbe esagerato definire eroici per il loro costante impegno. Per quanto riguarda me personalmente, a causa degli orari del nuovo lavoro, non me la sento per ora assumermi impegni nell’università: la mia partecipazione sarebbe troppo limitata e poco costruttiva.
Nel mio piccolo continuerò a pubblicizzare l’università. Cercherò nella prossima stagione di rendermi disponibile per qualche “lezione”, se l’università mi vorrà ancora. Vorrei incoraggiarvi a continuare, a “tener duro”, ma sinceramente comprendo che sia diventato troppo impegnativo.
Con tutto quello che avete fatto per l’università e per gli allievi, noi tutti dobbiamo ringraziarvi, lo facciamo sinceramente.
Ma non me la sentirei di chiedervi di più…”

Lascia un commento